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L'M1 Abrams è un carro armato pesante (Main Battle Tank) statunitense, dotazione standard dell'US Army e dell'US Marine Corps, ha combattuto durante entrambe le guerre in Iraq. Dotato in origine del cannone M68 da 105 mm. (l'inglese L7), è poi stato dotato dell'M256 da 120 mm. (cioè il Rheinmetall del Leopard 2), cannone ad anima liscia, molto più potente. Caratteristica risulta la motorizzazione turbogas a benzina da 1500 hp, l'unica realizzazione occidentale di questo tipo, con pro e contro rispetto al turbodiesel. Esso si è dimostrato un carro di notevole successo, soprattutto contro i malcapitati reparti iracheni. Inizialmente ferocemente criticato per l'affidabilità e sempre anche per i costi, risultati più che doppi rispetto all'M60, l'M1 era armato inizialmente con lo stesso cannone dei carri precedenti. Riarmato poi con il pezzo da 120 mm. è risultato molto più efficace. La corazza, composita, è stata migliorata, mentre il motore a turbina, potente e compatto, è risultato molto dispendioso in termini di consumo, e i successi export sono stati, forse in conseguenza di questo, relativamente ridotti, malgrado la carriera bellica. 

StoriaEdit

M1A2 Abrams Dozer

M1A2 SEP con kit Tusk e lama apripista

SviluppoEdit

Negli anni '60 gli Stati Uniti iniziarono a pensare ad un carro armato con cui sostituire l'ormai obsolescente M60 Patton, e fu avviata una collaborazione tra Stati Uniti e Germania, i cui frutti diedero l'MBT-70, che avrebbe dovuto riarmare le forze corazzate di entrambi i paesi. Il progetto dell'MBT-70 era molto ambizioso, ed introduceva molte nuove idee che alla fine si sono rivelate infruttuose. Al seguito del suo imminente fallimento, l'esercito americano sviluppò autonomamente l'XM803, che tuttavia non aumentava le capacità dell'M60 pur essendo molto più costoso. Alla fine il Congresso finanziò il nuovo progetto dell'XM815, nel frattempo ridenominato XM1 Abrams in memoria del generale Creighton Abrams, ex Capo di Stato Maggiore e Comandante delle forze militari statunitensi in Vietnam. I prototipi furono consegnati nel 1976 dalla Chrysler e dalla General Motors, armati con la versione costruita su licenza del cannone da 105 mm. Royal Ordnance L7 mentre nel contempo furono presentati anche alcuni Leopard 2 tedeschi per poterli comparare con l'XM1. Sebbene di caratteristiche superiori, il Leopard 2 venne accantonato per il suo costo ritenuto eccessivo. Nel 1980 entrarono nelle fila dell'esercito statunitense i primi M1 Abrams, armati ancora con il cannone M68 da 105 mm.

AggiornamentoEdit

Tra le due guerre d'Iraq l'M1A1 fu modificato due volte, la prima introducendo il cannone ad anima liscia - in contrapposizione con l'M68 rigato -  e la secodna incrementando la protezione offerta dall'armatua con inserti all'uranio impoverito. 

DescrizioneEdit

M1A2 Tusk

ArmamentoEdit

A partire dal 1984 l'armamento dell'Abrams fu sostituito da un cannone M256, copia americana del Rheinmetall 120, calibro 120 mm., paragonabile al cannone di altri carri armati occidentali. L'arma ha un brandeggio di 360° sul piano orizzontale orizzontale e da -10° a +20° su quello verticale. Il cannone e la torretta sono stabilizzati e la rotazione di quest'ultima è idraulica, seppure possa essere ruotata anche manualmente in caso d'emergenza. La rotazione della torretta a 360° richiede nove secondi. 

L'Abrams è dotato di tre mitragliatrici:

  • Una mitragliatrice Browning M2 .50 sulla postazione del comandante. Sull'M1 e sull'M1A1 e dotata di mirino 3x ed è denominata CWS (Commander's Weapon Station); sull'M1A2 e sull'M1A2 SEP è invece montata in modo tale che il comandante non si debba esporre per usarla.
  • Una mitragliatrice M240 7,62 mm sulla postazione del servente al pezzo. Anche queste postazioni sono state protette con piastre d'acciaio in Iraq.
  • Un'altra M240 coassiale che è manovrata con lo stesso sistema di controllo fuoco usato per il cannone.
La torretta è anche equipaggiata con due coppie di lanciagranate fumogene, che sono in grado di creare una cortina impenetrabile sia alle ottiche convenzionali sia a quelle termiche. Un altro generatore di fumo è montato vicino al motore e può essere azionato dal guidatore.
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Gli effetti del 120 mm. su un T-55 letteralmente crivellato dai colpi

CorazzaEdit

L'Abrams è protetto da una corazza Chobham, un'evoluzione della corazza inglese Burlington. La Chobham è una corazza composita, costituita da numerosi strati di acciaio, ceramica, polimeri plastici e kevlar. Sebbene sembri strano e paradossale, l'uranio, una volta stabilizzato, usato come lega aumenta la denistà del ferro di 2,5 volte: inserti di uranio vennero montati attorno alla torretta, ai lati del cannone e sulla corazza frontale, ma non sui fianchi. Il carburante e le munizioni sono stoccate in compartimenti dotati di pannelli anti-esplosione, per proteggere l'equipaggio nel caso in cui il carro fosse danneggiato. Lo strato di kevlar protegge gli occupanti del carro dalle schegge. A partire dal 1987, gli Abrams sono stati dotati di corazze Chobham che incorporavano anche uranio impoverito. In aggiunta alla corazza di uranio impoverito, alcuni Abrams sono stati equipaggiati anche con un dispositivo di contromisure antimissile, che impedisce il funzionamento dei missili a guida SACLOS, radio-guidati, filo-guidati (come i missili AT-3, A-4, AT-5, AT-6), e dei missili a guida termica ed a infrarossi.

ServizioEdit

Seconda Guerra del GolfoEdit

L'M1 Abrams, entrato in servizio nel 1980, fu schierato assieme all'M60 Patton (versione A3) e ad altri carri armati NATO in diverse esercitazioni, tenute perlopiù in Germania Ovest e Corea del Sud, durante le quali i loro equipaggi affinarono le loro abilità di combattimento contro l'esercito e le attrezzature dell'Unione Sovietica. Ma venendo questa a crollare nel 1991 per motivi economici, l'Abrams ebbe il suo battesimo di fuoco nel Medio Oriente. L'M1 Abrams fu testato quindi durante l'Operazione Desert Storm, nel 1991, tra Kuwait ed Iraq: l'M1A1 era nettamente superiore ai T-55 e ai T-62 sovietici che armavano l'esercito iracheno, e pure ai diversi surrogati di T-72 (ovvero l'Enigma, il Saddam e l'Asad Babil). Ma anche i carri sovietici costruiti in Russia e presenti in Iraq erano sotto gli standard sovietici: essendo modelli da esportazione mancavano di sistemi di visione notturna e moderni telemetri (sebbene alcuni fossero dotati di obsoleti proiettori agli infrarossi, ad ogni modo inferiori ai visori notturni passivi dell'Abrams), così come cannoni e munizioni che erano stati radiati, in Unione Sovietica, dal 1973 - pure dalla riserva. Sebbene al tempo in cui erano stati venduti i cannoni da 125 agli iracheni erano disponibili in Russia anche i proiettili BM-32 (uranio impoverito) ed il BM-42 (tungsteno), gli iracheni ne erano sprovvisti e talvolta si videro costretti ad usare anche proiettili da addestramento, alcuni dei quali vennero trovati incastrati sui loro mezzi da perplessi carristi americani, che si domandarono su cosa sarebbe successo se il proiettile fosse stato a piena potenza, se già quello da addestramento era capace di perforare parzialmente il loro carro. I T-72 iracheni erano capaci di mettere fuoriuso anche i possenti Chieftain Shir-1 iraniani, pure affrontandoli frontalmente e da distanze non proprio ravvicinate ed in grado di perforare anche lo scudo della torretta (come dimostrano alcune interessanti foto). Ma la corazza degli M1A1 era tutt'altra cosa, così come i sistemi di osservazione, pur mancando gli Abrams di un vero periscopio per il capocarro (solo un visore 3x per la visione e il puntamento della mitragliatrice M2 da sotto la torretta).

Ufficialmente solo 23 Abrams furono distrutti in Iraq, e l'equipaggio di uno solo di essi perì per il fuoco nemico: esistono diverse foto che mostrano il contrario, ma è estremamente difficile comprendere quali carri siano stati distrutti dagli iracheni e quali siano stati messi fuori uso dagli equipaggi. L'M1A1 Abrams era inoltre in grado di colpire bersagli alla media distanza di 2.500 metri, con telemetro laser e computer balistico, mentre i carri iracheni, con sistemi di mira ottici e rudimentali calcolatori balistici arrivavano ad appena 2.000 m., nemmeno in grado di sparare i missili ATGM come le loro controparti russe. Ciò risultò che molto spesso i carri Abrams potevano colpire quelli iracheni molto prima che questi ultimi potessero anche solo notarli. Negli incidenti di fuoco amico la corazza frontale - di torretta e scafo - dell'M1A1 Abrams era in grado di reggere l'urto del cannone da 105 mm. di altri Abrams, mentre retro e lati del veicolo furono spesso penetrati. Ufficialmente nessun carro armato è mai stato completamente distrutto da un veicolo nemico, sebbene alcuni Abrams richiesero una vasta operazione di riparazione per i danni subiti. La notte del 26 febbraio 1991, quattro Abrams furono distrutti in un incidente di fuoco amico da missili Hellfire sparati da alcuni elicotteri d'attacco AH-64 Apache, con il risultato che alcuni membri dell'equipaggio furono feriti in azione. Tuttavia sembra che effettivamente uno di essi, il carro numero C-12, fu effettivamnete colpito e distrutto da un proiettile all'uranio impoverito dei T-72. 

Terza Guerra del GolfoEdit

Un ulteriore combattimento nel quale è stato impiegato fu l'invasione statunitense dell'Iraq durante la quale gli americani deposero il dittatore iracheno Saddam Hussein. A partire dal marzo 2005 circa 80 Abrams sono stati rispediti negli Stati Uniti per riparazioni. Durante il conflitto armato non vi furono, ufficialmente, perdite da parte americana, ma nell'occupazione che seguì diversi furono gli equipaggi di Abrams uccisi da cecchini, RPG o IED.

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Ecco l'effetto di un proiettile XM1111 su un T-72.

La maggior vittoria degli M1A2 Abrams fu la distruzione di sette Asad Babil in uno scontro urbano (a meno di 50 metri) nei pressi di Mahmoudiya, a circa 29 km a sud di Baghdad, senza perdite per la parte americana. Tuttavia, il 29 ottobre 2003, due soldati sono stati uccisi ed un terzo ferito, quando il loro carro è stato distrutto da una mina anti-carro, che era stata potenziata con altri esplosivi (per un totale di 500 kg., tra cui diversi colpi da 155 millimetri) per aumentarne l'effetto. L'esplosione ha divelto la torretta lanciandola in aria.

Perchè non si ripetessero gli incidenti di fuoco amico gli Abrams furono contrassegnati con speciali scatole montate su vari lati della torretta in modo da permettere ad altri carri armati e/o velivoli d'attacco di riconoscerli. Nonostante il grande armamento di cui l'Abrams già dispone, l'equipaggio è fornito di alcuni lanciamissili anticarro AT-4 nel caso in cui il carro si trovi a combattere contro un nemico corazzato in ambiente urbano, dove il cannone da 120 mm. può non essere utilizzato.

Durante un'incursione contro Baghdad, un M1A1 è stato danneggiato da un colpo di fucile senza rinculo che aveva penetrato il vano posteriore del motore, forando la tannica di combustibile posteriore destra e provocando perdite di carburante sul caldissimo motore a turbina. Dopo ripetuti tentativi di spegnere l'incendio, fu presa la decisione di distruggere o rimuovere qualsiasi apparecchiatura sensibile dal carro ed abbandonarlo. Olio e proiettili calibro .50 furono sparsi al suo interno, le porte dello scomparto munizioni furono aperte e diverse granate alla termite vennero accese al suo interno. Un altro M1 ha poi sparato un proiettile HEAT per garantire la distruzione del carro armato danneggiato. Ormai il carro armato era completamente inservibile, ma ancora intatto, Più tardi, un missile AGM-65 Maverick e due AGM-114 Hellfire furono sparati contro il carro per distruggerlo completamente ma, sorprendentemente, questi sembrava ancora essere esternamente intatto.
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Un Abrams distrutto: è evidente che le munizioni siano esplose, probabilmente colpite da un altro carro o da un missile.

Durante l'invasione del 2003, alcuni Abrams furono danneggiati in seguito ad agguati da parte fanti iracheni che impiegarono razzi anticarro a corto raggio, come il russo RPG-7, che sebbene inefficace contro la corazza frontale o laterale, è molto efficace se utilizzato da una postazione sopraelevata. I cingoli si dimostrarono vulnerabili a singoli colpi di armi da fanteria di grosso calibro.

AfghanistanEdit

Operare con i carri armati in un territorio aspro come quello afghano può essere difficile, ma Canada, Danimarca e Stati Uniti hanno inviato ugualmente diversi carri armati (16 M1A1 Abrams per gli americani) a supporto delle operazioni militari nelle province di Helmand e Kandahar alla fine del 2010, con un personale di 115 marines specializzato nel combattimento nel territorio dell'Afghanistan.

Grande GuerraEdit

Gli M1A2 Abrams furono utilizzati anche durante la Grande Guerra contro le forze russe, cinesi ed indiane, dimostrandosi un facile bersaglio per i missili ATGM russi, che hanno dimostrato di poterli perforare anche a 5,61 km. di distanza, mentre gli APFSDS, sopratutto quelli sparati dal cannone 2A46M-5 (come quello che arma i T-90AM ed i T-72B3M), possono perforare un Abrams a distanze anche superiori, seppure vi siano diverse complicazioni riguardanti tiri di tale portata. Al contrario gli Abrams si sono dimostrati ottimi contro carri armati più vecchi, come l'Arjun Mk. 1 indiano ed i diversi Vijanta brasiliani - seppure non indistruttibili come durante la seconda e terza guerra nel golfo.

Con lo sviluppo da parte russa di cannoni elettromagnetici che potevano ampliare a dismisura il raggio di letalità dei loro carri armati, ben presto gli americani sostituirono l'Abrams con il modello M1A3.

Durante la Grande Guerra l'utilizzo da parte americana di carri armati fu molto ridotto, rispetto a quanto fatto dalla parte opposta: questo fu dovuto senza dubbio alla penuria di petrolio, e alle difficoltà logistiche che richiedeva l'Abrams. Molto spesso, prima di scontri corazzati, i russi bombardavano i depositi di carburante americani, condannando i carri armati all'abbandono del proprio equipaggio. Gli Abrams furono sotituiti dall'M1A3, l'M1202, nonchè dai più leggeri M8 Bufford e M1128 Stryker.

AnalisiEdit

VantaggiEdit

  • Il carro possiede tutt'ora un ottimo standard di protezione, sorprendente contro i proiettili più vecchi e talvolta quelli moderni, che vi rimbalzano sopra facilmente. Merito della corazzatura Chobam di 3° generazione e degli inserti all'uranio impoverito, nonchè al rivestimento interno di kevlar che diminuisce lo spalling.
  • Motore potente ed affidabile con un'ottima accelerazione, mentre, paradossalmente, pur essendo il motore più potente di molte controparti turbodiesel, è addirittura più silenzioso.
  • Egregia strumentazione ottica, ottima visione termica passiva e buon telemetro laser.
  • Alta precisione dell'arma.
  • Da fermo, la cadenza di fuoco è di un rispettabilissimo 8 colpi al minuto, mentre in circostante particolari il caricatore può ricaricare in soli tre secondi.

SvantaggiEdit

  • Gli alti consumi del carro limitano le capacità operative (spesso sui 90 km.) e rendono più difficoltose le operazioni logistiche.
  • Il cannoniere può agganciare pochi bersagli alla volta.
  • Protezione laterale e posteriore del carro insufficiente, anche contro proiettili anti-carro di piccolo calibro.
  • Carro molto visibile per la grossa sagoma.
  • Torretta per l'M2 Browning anacronistica. 
  • Ricaricare il carro in movimento è quasi - se non del tutto, a seconda delle circostanze - impossibile, a causa dei sussulti del carro in movimento.
  • Il portellone delle munizioni del carro viene speso lasciato aperto per aumentare il rateo di fuoco, ma aumentando le possibilità di scoppio anche nel caso non vi sia completa penetrazione della torretta.
  • Se colpito frontalmente, le schegge di uranio impoverito possono volare fino a 76 m. di distanza, contaminando soldati alleati e strumentazione.

Carri Armati SimiliEdit

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